GRAZIE SILVANA

Silvana nostra,
chi andrà, ora, a incontrare gli ultimi scalatori dagli occhi romantici?
E chi ce li racconterà con la poesia del tuo sapiente e paziente sorriso?
Dove sarai, Silvana? Non c’è più nemmeno la neve!
Prendimi per mano, Silvana dolce, bella e forte.
(Bepi De Marzi)

Avremmo voluto lasciare il difficile compito unicamente a queste righe spontanee e autentiche, scritte da un amico e giunte tempestive in Redazione.
Invece no. Per quanto emozionanti, ci sembra non possano bastare. Sono ancora più toccanti e profonde, per noi, le foto dello Stretto di Magellano che Lei ci aveva inoltrato via WhatsApp un paio d’anni fa e, poco tempo prima, quelle inviate durante la risalita alle sorgenti del Fiume Giallo.
O ancora, quella cartolina spedita dalla sua amata Istria e firmata pure da Bianca. E quell’immagine intensa, nonostante i colori stinti dal tempo, presa al risveglio da un bivacco sulla cengia del Pelmo, fianco a fianco con l’inseparabile Paolo.
Queste sono solo alcune delle infinite impressioni che escono dal suo vissuto di grande viaggiatrice del Mondo. Lunghi voli, navigazioni oceaniche, grandi zaini e piccole tende. L’inarrestabile R4 gialla che sgomma su sabbie desertiche, o che sbuffa tra caotiche strade di grandi città mediorientali.
E toniche gambe che spingono gli scarponi fin sotto Everest e K2, in un periodo nel quale aveva ancora senso andarci.
Inutile dire di quanto l’abbandono ci faccia tuttora sentire soli.
Se ne saremo capaci, ritorneremo con Lei nelle pagine del prossimo numero di LAV. Del resto è la rivista stessa, la sua natura, la sua storia, che la ricorderà per sempre.
Cara amica, Silvana nostra, chi andrà, ora, a incontrare gli ultimi scalatori dagli occhi romantici come i tuoi?

Red.