PER I PROSSIMI SETTANT’ANNI
Giungere a questa età per una rivista è perlomeno un buon
traguardo e questo già è stato detto. Soprattutto considerando che
amministratori, redazione e collaboratori hanno sempre agito –
e agiscono – nel più assoluto volontariato.
Con l’ultimo numero si è voluto celebrare il compleanno offrendo
agli abbonati l’inedito
“Diario dolomitico 1865” di Douglas
Freshfield, oltre a una copia di
“Appunti per una storia alpinistica delle
Dolomiti Orientali” di Antonio Berti (edizione illustrata, fresca di stampa),
inviata a tutte le sezioni CAI di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto
Adige.
Tenendo tra le mani, sfogliando, leggendo gli ultimi numeri di LAV, sorgono
spontanee frasi del tipo “settant’anni portati bene” oppure “settant’anni ma
non li dimostra”; sono però considerazioni che si adattano alle misere
vicende umane. Noi riteniamo che la rivista abbia un unico vincolo, quello
stabilito dal Convegno delle Sezioni Trivenete del CAI nel marzo 1947:
essere luogo di ricerca e confronto per chi intende
“approfondire la conoscenza della tematica alpinistica, scialpinistica, escursionistica, sociale e culturale inerente essenzialmente la montagna dell’area geografica nord-orientale”.
Se continuerà a farlo come ha fatto finora, attenta ai contenuti e al modo di
presentarli, LAV rimarrà sempre una rivista attuale e continuerà a svolgere
il suo compito finché ci saranno cose da dire, senza porsi limiti di età.
La miglior garanzia che LAV possa offrire, risiede nella lunga e qualificata
lista di nomi che nel tempo vi si sono dedicati: Antonio Berti, Alfonso Vandelli, Bepi Mazzotti, Oreste Pinotti, Giovanni Angelini, Gianni Pieropan…
solo per ricordarne alcuni. Successivamente Armando Scandellari, Danilo
Pianetti, Silvana Rovis, Gigi Pescolderung si sono impegnati nel completo
rinnovamento dell’organizzazione e della grafica, sempre con il
fondamentale coordinamento di Camillo Berti.
Poi, ecco un altro cambiamento marcato dal tempo che scorre e che ora trova Berti e Scandellari rispettivamente Direttore onorario e Caporedattore
onorario, a testimonianza della continuità ideale, e quindi una redazione
ristrutturata nei suoi ruoli cardine.
Oggi ci è stata lasciata in eredità una macchina ben funzionante e dalla solida storia che, a nostro avviso, per continuare a rimanere in perfetta efficienza, necessita talora di una verifica.
Riteniamo che un riscontro costruttivo sul tema vada fatto insieme alle
sezioni editrici e ai rappresentanti del Convegno Veneto, Friulano e Giuliano,
del quale LAV è organo ufficiale.
Una piccola tavola rotonda, dunque, da organizzare quest’inverno, magari
con l’estensione a qualche affezionato collaboratore. È necessario verificare,
discutere, raccogliere idee e proposte. Insomma, occorre guardare oltre.
Per i prossimi settant’anni.

Angelo Soravia – Mirco Gasparetto